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Benvenuto. Siediti qui, accanto alla finestra. Vedi quelle colline? È lì che comincia la storia.

Allora. Immagino tu sia finito qui perché hai annusato la puzza di finto che c’è in giro. Quella delle “esperienze autentiche” vendute in pacchetto con lo sconto del 20%. Quella delle guide che recitano il copione come robot, e degli agriturismi dove la “cucina della nonna” è un tizio in mensa che scalda surgelati. Ti capisco. E ti dico subito: qui non troverai roba da influencer. Solo indirizzi che tengo in un quaderno nero, macchiato di olio e vino rosso.

Perché dovresti darmi retta?

Mettiamoci l’anima in pace: non sono nessuno. Non ho un ufficio turistico, non faccio conferenze, non mi pagano enti o aziende. Se domani scompare questo sito, non cambia nulla. Tranne per me, perché ci ho messo tre anni di ginocchia sbucciate, pranzi indigesti, e incontri con gente che mi ha fatto bestemmiare.

Esempio: l’altro ieri sono andato da un “catering di tradizione” a Bevagna. Mi hanno servito degli arrosticini che sapevano di gomma bruciata. Ho pagato il conto, sono andato in auto, e ho scritto sul mio taccuino: “MAI PIÙ. NEMMENO SE MI PAGANO.”. Questo è il metodo.

Altro esempio: quella guida turistica a Spello che mi ha fatto scoprire un affresco del ‘300 in un vicolo dove nemmeno i gatti vanno. L’ho seguita per ore, senza che lo sapesse. Volevo vedere se con gli altri turisti faceva lo stesso discorso. Spoiler: no. Con me ha tirato fuori storie che non trovi sui libri. Ecco, quella l’ho messa in lista.

“Ma come fai a provare tutto?”

Mi chiamo Luca, e per gli amici sono “il Cavia dell’Umbria”. Ho un lavoro normale (faccio l’idraulico), ma ogni weekend mi invento scuse per andare a testare roba. Mia moglie dice che sono malato:

Sabato scorso: invece di portare i bimbi al parco, sono andato a Norcia a provare un laboratorio di norcineria. Ho imparato a fare il prosciutto a mano. I bimbi erano con me, hanno toccato le carni crude, e ora non mangiano salumi. Missione fallita? Forse. Ma so che quel norcino è un artista.

Domenica: dovevo finire di riparare un water a Bastia. Ho mollato tutto per seguire un tizio che fa tour in bici elettrica tra gli uliveti. Mi sono sfracellato in una discesa di ghiaia. Valeva la pena? Sì, perché ora so che è l’unico che ti porta nei poderi dove l’olio lo fanno ancora come una volta.

Cosa trovi qui? Non una lista. Una mappa di sopravvivenza.

GUIDE TURISTICHE: quelle che non ti fanno dormire in piedi Niente tour da “ore 10:00 a 12:00: visita alla chiesa X, sosta fotografica, pranzo incluso”. Qui trovi solo:

Esperti del territorio come un ex minatore che ti porta nelle grotte di Marmore e ti spiega perché l’acqua fa paura a chi ci ha lavorato.

Guide ribelli come quella che a Perugia ti fa vedere i murales delle periferie invece dell’Arco Etrusco. “Le pietre le sanno tutti, io mostro l’anima”, dice. E ha ragione.

DORMIRE: letti che non scricchiolano (e padroni che non rompono) Ho dormito in 43 tra agriturismi e B&B. 27 erano mediocri. 5 facevano schifo. Gli altri? Li scoprirai qui.

MANGIARE: dove la nonna è ancora viva (e in cucina) Ho provato 12 catering. 8 mi hanno deluso. Uno mi ha fatto dubitare di essere stato avvelenato. Sopravvivono solo:

La signora delle minestre (Foligno): Cucina solo verdure del suo orto. Se le chiedi un menu per celiaci, ti guarda male: “Qui non c’è glutine, c’è amore”. Poi ti presenta il marito celiaco.

I fratelli “brutti ma buoni” (Assisi): Sembrano buttafuori, fanno torte salate che ti fanno piangere. All’ultimo matrimonio servito, lo sposo ha detto: “Finalmente una cosa buona”.

Il ragazzo tartufaio (Gubbio): Cerca tartufi da quando aveva 8 anni. Fa catering solo con ciò che trova il giorno prima. Se non trova nulla? Ti avvisa e annulla. “Meglio perdere soldi che dignità”.

ARTIGIANI: mani che parlano più della bocca

Il fabbro (Spoleto): Ferro battuto a mano. Ti mostra come piega il metallo a caldo. “Mi copiano? Che copino. Loro hanno la pressa, io ho il sudore”.

La tessitrice (Città di Castello): Non parla. Tesse arazzi che raccontano storie di guerra. Suo figlio spiega: “Quella macchia nera è mio nonno nel ’44”.

L’intrecciatore di vimini (Lago Trasimeno): Vive in una roulotte, crea cesti come sculture. “Li vendo a 50 euro. Se non ti piacciono, bruciali per camino”.

Allora? Si parte?
– Luca